Fatevene una ragione, non usare il GPS non vi rende migliori

lot-of-gps Titolo polemico? Un po’ si ma prendetela sul ridere, non ce l’ho con nessuno, ho semplicemente appena letto l’ennesimo articolo in cui si racconta del GPS come dello strumento del demonio, del fatto che la cartina è da poeti e il navigatore da commessi viaggiatori, eccetera eccetera.

Ebbene, fatevene una ragione, chi usa il GPS viaggia esattamente come tutti gli altri, prende freddo, prende acqua, rischia di essere asfaltato dai vecchietti col cappello, buca, cade, bestemmia e si diverte.

Quindi perchè tanta acrimonia nei confronti di questo magico apparecchietto? Secondo me il problema nasce da un’ignoranza diffusa: il GPS è visto dai più come quell’arnese con una vocetta che ti dice con aria perentoria “TRA DUECENTOQUATTORDICI METRI E MEZZO SVOLTA A SINISTRA”, senza nemmeno la gentilezza di chiedere “per favore” cosa che effettivamente, da un certo punto di vista cozza un tantino col senso di libertà che normalmente si attribuisce alla motocicletta.
Se effettivamente il GPS fosse solo quello, potrei essere d’accordo, ma forse anche no, visto che se decidiamo di andare da A a B, sia che decidiamo di usare la cartina, il navigatore, o l’indigeno a cui chiedere indicazioni, ad un certo punto, tra duecentoquattordicimetriemezzo DOVREMO svoltare a sinistra, altrimenti sbagliamo strada; quindi in ogni caso l’obiezione non sarebbe valida, l’accrocchio si limita a ricordarci DOVE dobbiamo girare, non decide lui di sua sponte dove portarci.

In realtà il GPS si limita a localizzare la nostra posizione sul globo terrestre, non prende decisioni autonome, non ci costringe a fare nulla e nemmeno prende decisioni per noi.

cartinatopografica“Col GPS non puoi decidere che strada fare”. Uno dei motivi che genera più attrito nei confronti del satellitare è che il 90% di chi lo possiede non lo sa usare, si limita a scrivere la destinazione e a seguire le indicazioni. Sono arrivato a leggere in un noto gruppo FB “Io il navigatore non lo voglio e non lo vorrò mai, però un satellitare mi piacerebbe”.
In realtà la maggior parte dei navigatori permette di inserire dei veri e propri itinerari da un waypoint ad un altro, punti di passaggio che si possono trovare su una cartina, su Google Earth o su magnifiche mappe in formati digitale, acquistabili o addirittura scaricabili gratis. Quindi si torna alla mistica del “progettare il viaggio”, semplicemente invece di disegnarlo con un pennarello su una cartina, lo si disegna con un mouse su una cartina elettronica, ma sarebbe come sostenere che uno che fa computer grafica non disegna mentre uno che usa le tempere a dita si.

“Si ma ogni GPS ha il suo formato di file, convertirli è un casino, non tutti leggono tutto”. E quindi? Anche le carte topografiche hanno legende e grafiche diverse e se volete usarle dovete imparare a conoscerle, quindi anche questa è un’obiezione non valida.

“eh ma vuoi mettere la soddisfazione di trovarsi la strada da soli?”. Qui basta far semplicemente notare che il GPS, qualsiasi GPS ha il tasto “off”, quindi lo si può benissimo spegnere e navigare seguendo le tracce lasciate dagli orsi sugli abeti come faceva Pocahontas, quindi altra obiezione che non regge.

“ma il fruscio della carta, le delicate cromie della grafica, il profumo dell’inchiostro…”. Le mie cartine (si, anch’io ho pacchi di cartine) sono strappate, aggiustate con lo scotch, illeggibili in alcuni punti e alcune puzzano di cane bagnato, ci sono affezionato certamente, ma tirare fuori una cartina, nel bosco, di notte, mentre sta diluviando. Anche no se posso evitarlo, non mi sentirei eroe, mi sentirei scemo.

hdr_00027_0In compenso un GPS consente di registrare esattamente la strada che decidiamo di fare, anche se stiamo girando a caso potrebbe far piacere memorizzare con precisione un certo tratto.
Consente di salvare al volo quel punto meraviglioso che volete ricordare senza dovervi fermare, tirare fuori la carta, trovarlo e segnarlo col pennarello (sempre ammesso che non stia diluviando)
Consente di guidare meglio e più sereni, senza doversi fermare ogni 250 metri per capire se il sentiero fuoristrada che abbiamo preso è quello giusto o il bivio era 50 metri prima.
Alla peggio, consente anche di trovare al volo il posto dove volete dormire quando siete finalmente arrivati in città, la sera, stremati, dopo dieci ore di guida, in un paese in cui la lingua più diffusa è composta per lo più da suoni gutturali, rutti e gesti inconsulti: “trova hotel EternoRiposo” – BLINK – “Tra duecentoauattordicimetriemezzo svolta a sinistra, poi la tua destinazione si troverà sulla destra”.
Quindi fatevene una ragione, il GPS è un bellissimo giocattolo, e se vi incontrerò una notte in un bosco, sotto la pioggia battente, magari col vento, a bestemmiare con una cartina topografica che cerca di strangolarvi, un’indicazione ve la darò volentieri

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