LS2 MX456 Light Factory

LS2 MX456 Light Factory, il casco del “Bottu”
Dopo essere apparso lo scorso anno in testa a nientepopòdimenoche mister Cyril Despres, quest’anno alla Dakar i caschi LS2 hanno dilagato, ci è venuta quindi la curiosità di provarne uno.

botturiLs2 è un’azienda che nel giro di 20 anni è passata dall’essere una piccola realtà familiare in cui operavano due persone, ad un colosso con una sede in Cina, una in Europa ed una in Nordamerica, ed una produzione di milioni di caschi l’anno. Tra i suoi testimonial può vantare piloti del calibro di Isaac Viñales, Yonni Hernandez nella velocità, Ivàn Cervantes nell’enduro, i fratelli Hannes e Luc Hackermann nel motocross freestyle e Marc Coma ed il nostro Alessandro Botturi, che hanno indossato il casco in questione durante l’ultima Dakar.

Il modello 456 Light Factory

MX456_LIGHT_Factory_404564826_700è un casco da offroad che si colloca sicuramente nella fascia alta del mercato, la calotta in composito e resine polimeriche è prodotta in due misure, la più piccola copre le taglie dalla XS alla M, del peso di 1250gr. e la più grande dalla L alla XXL, pesante cento grammi in più. L’assorbimento degli urti è affidato ad EPS a densità differenziata.

Processed with VSCOcamGli interni dotati di trattamento antibatterico sono, ovviamente, interamente sfoderabili e lavabili; interessante e pratico è il sistema “Air-Go” nei guanciali, che permette di regolare la pressione sul viso praticamente dall’altezza degli zigomi fino alla mandibola mediante una pompetta posizionata all’interno della mentoniera.

Particolarmente curata la ventilazione che, oltre alla classica presa d’aria anteriore presente su tutti i caschi da offroad, presenta due prese chiudibili nella parte superiore, due ai lati della mentoniera e due estrattori nella parte posteriore del casco.
La chiusura è affidata al classico doppio anello, come si confà ad un casco di alta gamma, la sagomatura del bordo inferiore della calotta è studiata per l’uso in abbinamento ad un neckbrace.

Veramente notevole la gamma di colori e grafiche disponibili, due in tinta unita (solid white e solid mat black, in un bel nero opaco) e ben 12 nelle varianti Factory, Quartz e Compas.

Il prezzo di listino è di 209 euro per le versioni monocolore, e 229 per le grafiche. Inutile aggiungere che l’omologazione è la più recente ECE 22-05, per i modelli distribuiti in Europa, ma il casco risponde anche alle richieste degli standard SNELL, DOT e BSI

La prova pratica

Processed with VSCOcamL’imbottitura comoda e “sostanziosa” fa si che il 456 non sia uno dei caschi in assoluto più leggeri sul mercato, tra i suoi punti di forza però, può vantare un ottimo bilanciamento che rende il peso poco avvertibile in qualsiasi condizione. La calzata è molto accogliente nella parte superiore della calotta, mentre è un po’ più stretta a livello della mandibola, questo da la sensazione che il casco sia estremamente fasciante in corrispondenza del volto ma senza punti di pressione sulla testa, il sistema di gonfiaggio dei guanciali contribuisce a questa sensazione e permette di adattare la calzata a qualsiai forma del volto.
Lo spazio per le orecchie è incredibile, superiore a quello di qualsiasi casco abbia provato finora   

Nell’uso offroad si possono apprezzare il già citato bilanciamento, l’ottima ventilazione ed un’apertura frontale particolarmente ampia, che permette di utilizzare senza problemi anche le maschere dal telaio più grande; nell’uso a velocità superiori, nei rally, o come casco da viaggio su maxienduro, un particolare che ho molto gradito è la forma dell’aletta parasole, perfettamente rettilinea, che non crea turbolenze o vibrazioni e soprattutto non tende ad alzare o schiacciare il casco in velocità. Questo fa si che il 456 sia anche un casco “relativamente” silenzioso, almeno a confronto con altri modelli della stessa tipologia.
Il materiale di imbottitura, anche se al tatto appare piuttosto ruvido, offre un ottimo comfort, asciuga in un attimo e, rimettendo il casco dopo una sudata, evita quel fastidioso effetto “infilare la testa in una spugna”; io, dopo un paio di mesi di utilizzo (anche se invernale), non ho ancora lavato gli interni ma non si nota assolutamente la comparsa di cattivi odori, segno che il trattamento antimicrobico funziona. 

(Grazie ad Alessandro Botturi per avermi permesso di usare la sua foto)

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