Del buonsenso, e di altre cose.

Io la Pinkie me la porto in vacanza perché ha buonsenso.
Cioè, anche perché è la mia compagna, ma se non lo fosse, me la porterei comunque, perché ha buonsenso.
Quindi invece di fare la mia solita tirata unica da 400 e rotti km di strade macedoni, girando a caso, perdendomi, infognandomi e arrivando stravolto (cosa che, peraltro, adoro), mi ha “convinto” a fare due tappe da 200, che sono pochi, ma che facendone pochi vedi un sacco di cose.

Quindi, ieri, Skopje-Prilep e oggi Prilep-Ohrid e andiamo con ordine.
Da Skopje a Prilep c’è una comodissima superstrada, ovviamente non l’abbiamo seguita e siamo andati a infilarci su per le montagne fidandoci del GPS, sul quale NON ho installato la mappa della Macedonia.

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Tranquilli, ho la cartina, una delle migliori carte della Macedonia, e la carta dice che la strada è asfalt… no ok, stendiamo un velo pietoso.

 

Diciamo che è stata una bella occasione per fare un po’ l’asino in off e vedere come si comporta la superdual sui terreni per cui è nata. E si comporta bene.

Arriviamo a Prilep alle sette di sera, il precetto di non viaggiare MAI col buio qui, per me è sacro e quindi troviamo una stanza, ci.sistemiamo, ci ripuliamo e la Pinkie mi porta a cena in un ristorante VEGETARIANO. Dopo avermi costretto a lavare l’abbigliamento da moto, mi fa anche mangiare VEGETARIANO…
Ok, questa glie la posso perdonare perché, lo ammetto, era gustoso e poi in questi giorni mi sto ammazzando di carne. La lavanderia invece non glie la perdono.
E infatti la Pinkie si ammala.

La farmacista cirillica mi propina dei minacciosi pastiglioni stile armata rossa con scritto “парацетамол”, alla strabiliante cifra di 0,20 centesimi di euro per dodici pastiglie. Sostiene siano la cosa giusta e, in effetti, sembra che la Pinkie riprenda vita.

Partiamo quindi verso Ohrid, facciamo una deviazione nella.direzione esattamente opposta per vedere le rovine delle torri di Marko, un monastero, goderci una delle più belle strade percorse dall’inizio del viaggio e fare un po’ di foto.

La mia idea iniziale prevede di arrivare al lago di Prespa e poi scavalcare le montagne.

E anche qui, mi dura fatica ammetterlo, ma il buonsenso dell Pinkie ha il sopravvento, le montagne in oggetto sono immerse in una massa di nubi color nero-apocalisse e, anche in fondovalle, tira un vento freddo e piovoggina, decidiamo quindi.di seguire la strada normale e la Pinkie trova la casa dei suoi sogni. Fa venire la congiuntivite solo ad avvicinarsi.

Comunque, grazie al famoso buonsenso, arriviamo a Ohrid e ci accomodiamo in una deliziosa topaia indecorosa facendoci fregare dalle foto su booking.

Ohrid è… cacchio come faccio a descrivere Ohrid? Secondo le guide è una località turistica, patrimonio dell’umanità, splendida località, blah blah blah, io esco e mi sembra di essere a Milano Marittima, vale a dire che in 15 minuti rischia di venirmi una crisi di nervi. Casino, turisti, ristoranti italiani che fanno macaroni e spageti bolognaise, negozi di souvenir, portatemi via di qui!

Trovo un cesso di posto dove mangiare un kebab (che qui indica gli spiedini), spendo, se pur poco, circa il doppio di quanto avrei speso a Prilep e, al momento di pagare, un cameriere di vent’anni con uno stupido paio di baffetti, mi rifila venti dinar di resto invece che cinquecentoventi… Attimo di gelo, mi dice “dobra večer” (buona serata), poi ha un attimo di disagio. Deve aver notato lo sguardo da “faccio riaprire il campo di lavoro di Sveti Spas e ti ci mando a spaccare sassi a testate”, insieme alla frase “I gave you thousand dinars”… Mi fa UN SORRISETTO e mi rende i 500 che mancano senza dire una parola.

Benvenuti in zona turistica.

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