Clover Ventouring.

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Dopo più di un anno di utilizzo, ripropongo qui un articolo che avevo scritto per la testata Motocorse

Nasce come tre stagioni, la Ventouring, adatta all’utilizzo primaverile/estivo/autunnale, scordatevi di usarla in inverno a meno che non viviate alle Maldive, diciamo che è sfruttabile fino a temperature intorno ai 10°, al di sotto si rischia di avere freddo.

3In compenso è di una versatilità unica, grazie alla costruzione a due
strati, quello esterno con grandi pannelli di ventilazione in rete, e rinforzi su gomiti e spalle in tessuto Duratek-4, Duratek-7 e Ballistic antistrappo ed antiabrasione, e quello interno (staccabile), impermeabile, traspirante e con una leggera imbottitura.

A livello di design, si tratta di una giacca dal taglio molto sobrio, di lunghezza media, disponibile in tre combinazioni di colore: nero/nero, nero/grigio, nero/giallo fluo ad alta visibilità; colore che è un po’ il “marchio di fabbrica” di Clover e che sta prendendo sempre più piede tra i motociclisti.

Due tasche esterne a tenuta stagna, una nella fodera, un grande tascone posteriore, un pratico sistema di regolazione dei volumi delle maniche e del fianco giacca, ed un sistema di regolazione micrometrico del colletto, senza velcro, completano la dotazione tecnica della ventouring.

2Peculiarità molto interessante è la possibilità di utilizzare la fodera termica anche come strato esterno, ciò presenta due vantaggi: il primo, è la possibilità durante la bella stagione di tenere la fodera nel tascone posteriore (bisogna piegarla con cura, però ci sta perfettamente) ed indossarla al volo in caso di acquazzone o abbassamento della temperatura, senza bisogno di togliere tutto e “rimontare” la giacca come capita con le imbottiture tradizionali.

Il secondo è il fatto che l’imbottitura portata all’esterno rende il capo un po’ più caldo.

Come indica il nome, la Ventouring è predisposta per il montaggio del sistema Airbag, di cui parleremo in dettaglio in un altro articolo, ad azionamento meccanico, che presenta un valore di assobimento degli impatti enormemente più alto di quanto prescritto dall’omologazione di livello due, a fronte di un ingombro ed un peso minimi e della comodità, quando si toglie la giacca, di avere tutto insieme e non dovresi trascinare dietro anche il paraschiena, oltre al casco e la giacca quando capiti di fare due passi.

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Durante la scorsa estate, estremamente piovosa, l’ho usata per viaggiare, per andare a spasso la domenica e anche per farci un po’ di fuoristrada, a riprova della versatilità del capo, e ci ho preso anche delle quantità inverosimili di pioggia: ad una occhiata superficiale, il capo non sembrerebbe progettato per reggere ore di acqua in autostrada, invece un Pordenone-Brescia sotto una pioggia forte e quasi costante mi ha convinto del contrario, la Ventouring non fa passare una goccia.

Quest’estate invece, ho avuto modo di apprezzarla completamente sfoderata e, in abbinamento con l’airbag, che è nettamente più fresco di qualsiasi paraschiena (restando all’esterno della giacca, e non essendo così aderente), non ci sono morto di caldo ed ho evitato di arrivare a destinazione con la maglietta completamente pezzata.

Difetti? A voler essere pignoli avrei preferito delle tasche un po’ più capienti, nelle due anteriori ci stanno giusto il portafogli o il cellulare, ma secondo la filosofia di Clover, gli oggetti in tasca possono diventare pericolosi in caso di caduta, e, in fuoristrada, mi è capitato di sentire il tirante dell’airbag durante la guida in piedi. Bisogna comunque riconoscere che usare un capo del genere per guidare in off è volutamente una forzatura, che lo stesso airbag non è nato per un uso fuoristradistico e che, comunque, non si sono mai verificate aperture involontarie, quindi ritengo che quest’ultimo sia un problema assolutamente marginale.

 

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