Casco Caberg Tourmax

Le tipologie di motociclisti sono innumerevoli, se a questo sommiamo il fatto che ogni motociclista ha esigenze diverse e -giustamente- pretende che un prodotto soddisfi le SUE esigenze, è facile rendersi conto come progettare un capo di abbigliamento o un casco sia un’impresa improba.
4La prima volta che ho visto questo casco, l’ho visto in testa al mio buon amico Simone, e devo dire che da un lato mi aveva incuriosito e da un altro mi aveva lasciato scettico, mi sembrava un “né carne né pesce”, poi per qualche tempo è passato nel dimenticatoio fino a quando me n’è ri-capitato di parlarne con un entusiasta; a questo punto mi è venuta la curiosità di testarlo.

Queste sono le mie personalissime considerazioni, seguite dalla recensione di Simone, che è un fedelissimo ammiratore dell’oggetto in questione praticamente dalla sua presentazione:

Oggi il mercato propone caschi integrali, caschi jet, caschi modulari, caschi dual… ma se uno volesse un dual, integrale, modulare, e omologato anche come jet? Il primo pensiero sarebbe “è uno scassamaroni”, ma in effetti qualcosa del genere esiste: si tratta del Caberg TourMax Sonic, un modulare, con aletta parasole, con omologazione P/J: praticamente il primo modulare dual sport che sia mai stato presentato (“il primo” perchè giusto in questi giorni un’altra azienda ne ha presentato uno con gli stessi concetti).

2Il Tourmax ha calotta in policarbonato, interni estraibili, chiusura quickloc e visierino parasole scuro, ciò che lo rende completamente diverso da qualsiasi concorrente modulare è l’aletta che, incernierata insieme alla visiera ed alla mentoniera, ruota quando si alza quest’ultima.
Se consideriamo il segmento in cui si inserisce, siamo di fronte ad un prodotto piuttosto leggero, il peso dichiarato sulla scheda tecnica è di 1600gr. +/- 50, quello rilevato corrisponde (1650). I modulari della stessa fascia in termoplastica sono mediamente più pesanti e ci sono apribili di fascia alta, in fibre composite, di peso nettamente superiore nonostante non abbiano l’aletta.

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La calzata è comoda ed avvolgente anche se rispetto ad altri modelli a parità di taglia “veste” piuttosto largo al punto che, per qualcuno, potrebbe essere utile provare una taglia in meno di quella utilizzata abitualmente. Lo smontaggio degli interni, e soprattutto il rimontaggio (che su alcuni caschi scatena attacchi d’ira) è agevole e non obbliga a lavori di microchirurgia per incastrare linguette e gancetti, lo spazio per le orecchie garantisce la possibilità di installare qualsiasi interfono senza fastidi, anche se Caberg prevede l’installazione del sistema dedicato “JustSpeak” prodotto da Sena.

3Alla guida, il Tourmax offre un isolamento da aria e spifferi assoluta, ed anche l’aerodinamica non è male, nonostante la presenza dell’aletta e le forme non proprio “slim” non si avverte quel fastidioso effetto di sollevamento o schiacciamento del casco (a seconda dell’altezza del cupolino) che spesso si trova sui caschi dual dotati di becca.
Per contro non è il massimo in termini di silenziosità, com’è normale aspettarsi da un modulare, con prese d’aria “importanti” ed appendici aerodinamiche.

Quindi difetti ne abbiamo? Si, uno: nel caso in cui si monti un cupolino con un’altezza che crei turbolenza esattamente davanti al casco (come succede a me, che sono 1,75, e guido un KTM adventure con cupolino aftermarket), l’aletta tende a vibrare in maniera decisamente fastidiosa; bisogna però anche dire che il problema, con il cupolino originale o alla guida di altre moto più protettive, si presenta molto meno. Rientriamo nell’annosa questione de “ma ‘sto casco è silenzioso? Vibra?”, dare una risposta univoca ed assoluta è impossibile in quanto dipendente da troppi fattori: l’altezza del pilota, l’altezza del cupolino, anche solo la posizione in sella o della testa possono variare sensibilmente il comportamento di un casco. Quindi trovo doveroso riferire il fenomeno ma facendo ben presente che capita A ME, e con la mia accoppiata moto+cupolino, altre persone con il medesimo casco avvertono il problema in maniera nettamente minore.

Dopo queste considerazioni, lascio la parola a Simone Salotti, amico e collaboratore, che ha lo stesso casco, la stessa moto ed un cupolino molto simile, ma è alto quindici cm più di me:

“Girovagando alla ricerca di un casco Dual dal buon rapporto qualità/comfort/prezzo (si, sono un incontentabile) quasi due anni fa in fiera a Verona, mi sono imbattuto nello stand della Caberg che aveva in mostra questo strano oggetto: un casco Dual Sport, con visierino parasole, modulare. Una cosa mai vista.

La prima cosa che ho pensato è stata “ok, questo è l’uovo di colombo per il mototurista.”. Protettivo come un integrale, aggressivo nel look, adatto all’uso in fuoristrada leggero e apribile alla bisogna per circolare a passo d’uomo nel traffico senza soffocare, per parlare con qualcuno e chiedere informazioni senza doverlo togliere, o per usare la reflex senza bestemmiare.

Sembrava perfetto.

Quando l’ho provato è stato amore, e così sono tornato a casa con uno dei primi esemplari di questo casco curioso e innovativo.
Con lui ho percorso diverse decine di migliaia di chilometri in ogni condizione, quindi direi che sono in grado di dare un giudizio piuttosto esauriente su questo prodotto.
Iniziamo dai pro:
Il casco, nonostante sia in policarbonato, non è pesantissimo (per essere un modulare), ed ha un’aerodinamica che non crea problemi nemmeno tenendolo in testa tutto il giorno (ovvio che se soffrite pesantemente di cervicale il discorso cambia).
Siamo sui 1600 grammi circa, non mi son mai preso la briga di pesarlo, mi fido 😀

Gli interni sono veramente comodissimi, fra i più comodi mai provati, si smontano facilmente per lavarli e fra di essi c’è un comodissimo spazio per gli auricolari dell’interfono in una posizione quasi perfetta.
I meccanismi di apertura/chiusura (della mentoniera, della visiera e del visierino) erano scorrevoli e precisi, e tali sono rimasti anche dopo due anni di utilizzo intenso (e una bottarella ricevuta a causa di un incidente in Grecia); il visierino parasole a scomparsa è meravigliosamente comodo e molto efficace.
Di serie, viene fornito anche il visierino aggiuntivo antinebbia pinlock, utilissimo nei mesi invernali.

Gli spifferi sono praticamente assenti e l’accoppiamento visiera/guarnizione regge molto bene anche le piogge più intense, solo dopo un bel po’ di tempo iniziano a scorrere le goccioline internamente, ma probabilmente si tratta di un fenomeno dovuto alla condensa.
(potrebbe trattarsi di un problema relativo alle prime visiere pinlock, che sono state sostituite con altre aggiornate. N.d.R.)

Ovviamente il casco è leggermente più rumoroso di un integrale, ed è una cosa abbastanza normale vista la tipologia, anche se a dire il vero non si raggiungono mai livelli fastidiosi.

Dopo questa carrellata di pregi, arriva il momento di citare le cose migliorabili:
Inserisco fra queste la chiusura con regolazione micrometrica.
Non perchè funzioni male, tutt’altro, ma perchè la mia simpatia da sempre va alla chiusura col doppio anello che però, inspiegabilmente, risulta pressochè impossibile da trovare su caschi di questa fascia (e spesso anche su quelli di fascia superiore, infatti mi sto rassegnando).
Nei mesi invernali avrebbero fatto comodo delle prese d’aria (parlo di quelle sulla mentoniera) con meccanismo di chiusura. Quando fa freddo sul serio se ne sente un po’ la mancanza..
Un altro piccolo difetto è l’altezza della mentoniera. Probabilmente per via della resistenza agli urti, ha un’altezza “importante”, il che rende complicato togliere la visiera e usare il casco con una mascherina da cross:  la maggior parte delle mascherine in commercio non ci entra fisicamente ed è indispensabile cercarne una dal profilo molto basso

Ed arriviamo, infine a quello che, per me, ha rappresentato il difetto maggiore del Tourmax, ovvero le vibrazioni dell’aletta.
Premettendo che io con le turbolenze della KTM Adventure ho sempre avuto noie (sono alto 1,87), la prima volta che ho usato il casco è stato un piccolo shock: l’aletta vibrava moltissimo sopra i 90 all’ora, e a 130 creava grossi problemi alla guida.
Cambiando configurazione (ovvero provando diversi cupolini) sono riuscito ad attenuare la vibrazione, ma mai ad eliminarla in maniera definitiva.
Chiariamo, non si tratta assolutamente di un problema aerodinamico del casco, perchè se mi alzo in piedi a 150 all’ora non fa una piega, si tratta di una reazione anomala a delle turbolenze anomale che su altre moto o piloti di altezza diversa possono non subire

Ad ogni modo, è un casco di cui sono ampiamente soddisfatto, innovativo e davvero ideale per viaggiare.. non a caso finora mi ha accompagnato per 30.000 chilometri.. ”

Promosso quindi? Si, a pieni voti nonostante il problema della vibrazione dell’aletta, che come abbiamo visto è molto soggettivo. E pare anche che in Caberg, dopo le nostre indicazioni, stiano lavorando per risolverlo…

3 commenti

  1. Pingback:Casco Caberg Tourmax, e sono tutti contenti. |

  2. Bella recensione. 🙂

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